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Lasko Family è un incontro di persone, progetti e avventure. Gli amici di Lasko prendono qualcosa di noi e ci lasciano qualcosa di loro: racconti, ricordi, immagini, emozioni e la voglia di conoscersi meglio.

Nome: Massimiliano (solo mia mamma mi chiama così quando è arrabbiata), quindi Max.
Cognome: Tosi
Nickname: Mr Tost per i social, Rino per i vecchi amici.

Data di nascita: 1976

Città: Per il momento a Verona, ma adoro Riva del Garda (TN).

Lavoro: Ingegnere in una società che sviluppa e produce componenti in plastica per l’edilizia.

Il mio motto è“It’s not an adventure until something goes wrong” (YC)

Dove lo puoi trovare:

Less is More.
Sto cercando di adottare questo stile di vita non solo mentre viaggio, ma anche nella quotidianità.

Com’è iniziato il tuo approccio al tuo stile di vita “avventuroso”?
Penso di aver avuto 3 anni. Mio padre, che era un viaggiatore, ci ha sempre portati in giro.
Ma i miei ricordi non sono in hotel o appartamenti ma in tende canadesi anni ’80. Ogni sera montavamo la tenda. Il mio ruolo era di “porta picchetti”. Ogni mattina la smontavamo. E questo per ogni giorno di ogni vacanza. Viaggi da 30 a 40 giorni.
Quasi tutti in auto da Verona, in tutta Europa, Asia e parte del Nord Africa.
I viaggi più lunghi? Al confine con la Siria con la FIAT 131 Supermirafiori a gas e a Capo Nord attraversando in andata i fiordi norvegesi ed al ritorno i laghi e le pianure svedesi e finlandesi. Sempre in tenda, con qualsiasi condizione meteo.
Il viaggio più strano? In Bulgaria, un “bellissimo” camping nei sobborghi di Sophia appena caduto il muro di Berlino.
La notte più tragica? La tenda spazzata via da una tempesta al nord della Scozia.

Passati però un po’ di anni (20 circa), mio padre ha deciso che la tenda diventava un po’ complicata e il VW California è così diventato la sua seconda casa.
Tutt’ora io non possiedo un’auto ma un furgone attrezzato o meglio dire un van, fa più social. 🙂
Ho ereditato il VW alla morte di mio padre, ma ho dovuto recentemente sostituirlo con un mezzo nuovo per via dei blocchi al traffico. Ho lasciato una parte di cuore su quel mezzo.

Spesso si confonde il camper da un “van attrezzato”. La realtà però, è che il van ti richiede qualcosa di più, come nel mio caso. O guidi, o mangi o dormi e per i bisogni fisiologici? … da cercare altrove, ma non nel van.

Credo che in parte abbia descritto qualcosa che oggi si potrebbe tranquillamente definire minimalismo. Il van ti richiede una sorta di scelta e quindi si porta via l’essenziale. Less is More.
Sto cercando di adottare questo stile di vita non solo mentre viaggio ma anche nella quotidianità. Impresa talvolta difficile ma ho cominciato dalla casa e dalla mia parte di armadio. Di positivo c’è che non faccio più il cambio stagionale.

Cosa ti ha avvicinato alla bicicletta e qual è il tuo stile di ciclismo preferito?
Il ciclismo non è mai stato il mio sport. Ho fatto tanti sport ma la bicicletta l’ho sempre vista come mezzo per osservare, per andare in giro. A piedi troppo lento, in macchina troppo veloce.
La mia prima bici… Ero in terza media. Ho “dovuto” fare la cresima perché sapevo che in regalo avrei ricevuto la rampichino in acciaio. Quanti compromessi x una rampichino (una frase poco cristiana lo ammetto). L’ho buttata via un anno fa: aveva il telaio crepato.
Ho fatto mtb, bici da corsa, gravel e cicloturismo. Mi piace sempre di più la natura incontaminata, i luoghi isolati quindi direi un cicloturismo d’avventura su strade decisamente off-road.

Se ce l’hai, ti va di dirci qual è il luogo che ti è rimasto nel cuore?
Adoro il nord, il mare del nord, gli spazi del nord. Adesso come adesso ti potrei dire Texel, una delle Isole Frisone occidentali, è un luogo magico.

Il tuo prossimo viaggio?
Il covid purtroppo ha modificato le nostre abitudini e i nostri progetti. L’Islanda rimane comunque in testa: il mio progetto è di attraversarla da nord a sud in bicicletta, in stile bikepacking. Ho già gli occhi a cuoricino al pensiero! Quello che posso fare adesso è comunque allenarmi.

L’avventura perfetta, qual è?
Quella che ti sorprende sempre. Quella che ti fa dire: “ma che figata di posto!”. Ma di base rimangono i luoghi isolati, quelli dimenticati, quelli in cui fai un tuffo nel passato.
Un po’ come l’Est Europa: il connubio van & bike credo sia proprio quello che cerco nell’avventura. Nel mio piccolo una sorta di esplorazione.

Qual è il prodotto LASKO che preferisci?
La bottiglia in acciaio è quella che uso sempre. Dalla bicicletta all’ufficio. È sempre nel mio zaino. È comoda e bella.

Hai qualche progetto per il futuro?
Troppe cose per poco tempo. Posso dire che mi piacerebbe sviluppare quella capacità di resistenza per poter affrontare una “endurance bikepacking ride”. Mi piacciono le sfide personali. Di resistenza non di performance. Seguo molto i DIVIDE tour. Probabilmente mi butterò su questo filone.

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